LA STORIA
 

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 BAGNOREGIO E CIVITA                    

Civita era una delle tre contrade, la principale, che insieme a Rota e Mercato, formava l'antica città di Bagnoregio. 

 Mercato, ora Mercatello, era la borgata di mezzo, per un certo periodo anche sede del Comune; Rota, attuale Bagnoregio, era la borgata secondaria.  Rota, Bagnorea, dopo il disastroso terremoto del 1695 avrà il primato civile e religioso su Civita e Mercatello. 

 Nel 1922, con decreto regio, Bagnorea riprende l'antico nome di Bagnoregio. 

Le più antiche tracce della presenza umana nell'area di 

Civita appartengono ad epoche preistoriche e protostoriche.

 I ritrovamenti archeologici di vari utensili e armi, se pur poco numerosi, documentano come questi luoghi fossero abitati in epoche remote. 

 Ma il periodo più documentato risale agli Etruschi i quali hanno lasciato molte testimonianze: la rupe di San Francesco Vecchio è la zona con maggior concentrazione di ritrovamenti. 

In questo periodo Bagnoregio apparteneva ad un piccolo stato la cui capitale era Velzna-Volsinium, l'attuale Orvieto.  

Nel 265 a.C. la città di Bagnoregio fu soggiogata dai Romani.  la conquista,

la distruzione e il trasferimento della popolazione da Volsinium (Orvieto) a Volsinii novi (Bolsena) e 

Castri circostanti, compresa Bagnoregio, giovò notevolmente allo sviluppo della città che, a differenza di altre località, divenne ricca ed importante grazie anche al traffico di merci che si sviluppò lungo la strada che da Bolsena portava al Tevere, che allora era navigabile.  

Ma ben presto gli invasori scendevano verso Roma; dal 410 al 774 Bagnoregio fu sottomessa da Visigoti, Goti, Bizantini e Longobardi, fin quando Carlo Magno la conquistò per riconsegnarla alla Chiesa.  

Dopo alcuni secoli venne affidata ai conti Monaldeschi della Cervara, 

che divennero ben presto crudeli tiranni, costringendo gli abitanti alla rivolta ed ad eregersi a libero Comune nel 1160 circa.  

Ma gli antichi Conti feudatari tentavano di ristabilire il proprio dominio su Bagnoregio, e nel 1318 iniziano la costruzione in territorio bagnorese del Castello della Cervara. 

 Più tardi i bagnoresi, stanchi dei continui soprusi, con il loro esercito cacciarono i Monaldeschi distruggendo il loro castello (1457).  

Stessa sorte toccò ai Conti Baglioni di Castel di Piero (attuale S.Michele in Tev.), altri tiranni del castello della Torricella (Vetriolo).  

Nei secoli successivi, per tranquillità, Bagnoregio chiese e ottenne dal Papa, un governatore dello stato pontificio anche a scapito delle libertà comunali. 

Bagnoregio rimase alle dirette Dipendense dello stato pontificio fino al 1870, quando la città fu accorpata al Regno d'Italia.